DOMANDE FREQUENTI

Molto spesso dalle persone che richiedono un intervento di IPNOSI TERAPEUTICA, mi sento rivolgere delle domande che costantemente ripetono elementi simili. CercherA? di chiarire nel modo piA? semplice possibile, riferendomi anche ai concetti che ho espresso precedentemente, sperando di dissolvere il velo di confusione che genera spesso perplessità sull’IPNOSI, materia estremamente delicata e preda di scorretta manipolazione culturale.

Che cos’è l’Ipnosi?

L’IPNOSI è uno stato di coscienza particolare durante il quale è possibile apprendere inconsciamente nuovi modelli mentali, affettivi ed emotivi che portano alla modificazione dei comportamenti inadeguati, alla cura dei disturbi psicosomatici e psicodinamici.
L’IPNOSI CLINICA agisce grazie alle leggi naturali della commutazione e del monoideismo, dello sviluppo del pensiero positivo e creativo che è il principio fondamentale del nostro inconscio conservativo ed evolutivo nei suoi aspetti bio e psicogenetici.

Come si fa ad indurre l’Ipnosi in una persona?

Le tecniche per indurre l’IPNOSI (ipnotismo) sono molte, variano da cultura a cultura e da persona a persona nel rispetto del suo stile di vita. Possono essere tecniche dirette o brevi, quali la fissazione (fascinazione) o un comando diretto, oppure tecniche indirette agite attraverso precise sequenze di modelli di comunicazione che comunque inducono il pensiero a centrarsi solo sulla propria persona.

Durante l’Ipnosi ci separiamo dalla nostra coscienza?

Durante l’IPNOSI si rimane sempre coscienti solo che si percepisce con un diverso stato di conoscenza, viene cioè accentuata l’attenzione e la percezione sui fenomeni emotivi, affettivi e psicosomatici. Tutto è centrato all’interno del Sè conscio ed inconscio, tutto ciò che è esterno e che circonda la persona in stato d’IPNOSI non la interessa.

Si dorme durante l’Ipnosi?

Dalle ricerche in elettroencefalografia si evidenzia che l’IPNOSI non è sonno. Sono frequenze completamente diverse poiché in IPNOSI le onde alfa aumentano, nello stato di sonno diminuiscono, quindi la persona in IPNOSI diviene molto più attenta a ciò che accade all’interno della sua psiche e del suo corpo ed agli effetti generati della catarsi di emozioni attuali o del passato.

Chiunque può entrare in Ipnosi?

Non possono entrare in IPNOSI le persone che presentano gravi malattie mentali o lesioni neurologiche che producono disturbi alla concentrazione, altrimenti tutti i soggetti possono accedere all’IPNOSI, ognuno attraverso il percorso che è più congeniale al suo stile di vita ed alla sua personalità.

È vero che si dimentica tutto ciò che è successo durante l’Ipnosi?

L’amnesia post-ipnotica è una precisa tecnica che serve solo in alcuni casi ma spesso più per la dimostrazione scientifica di tecniche speciali che non per la pratica psicoterapeutica. Secondo la mia personale esperienza ed il metodo usato, il soggetto che tende a dimenticare spontaneamente può in realtà raggiungere un livello di IPNOSI più profonda, ma ciò non significa che questa IPNOSI sia stata più terapeutica. È mia abitudine far partecipare attivamente in modo sincronico le attività sia del conscio che dell’inconscio (emisfero destro ed emisfero sinistro). La persona è molto più collaborativa e disponibile per riorganizzare ed armonizzare gli aspetti più latenti, occulti e spesso indesiderati della propria personalità: ha la sensazione di essere più accettata, più partecipe. Anche se permane il ricordo dell’esperienza vissuta durante l’IPNOSI cambia il modo di percepire la qualità delle emozioni o delle conflittualità che si sono, in parte o del tutto, diluite o armonizzate.

Quali sono i segni per sapere se una persona è in Ipnosi?

Molte sono le condizioni ed i segnali per verificare lo stato d’IPNOSI. Fra le verifiche più classiche (che personalmente non ho mai usato) vi è la puntura di un ago sul dorso della mano che non provoca dolore, oppure la catalessia di un arto, o la distorsione temporale durante la regressione dell’età. Ma tutte queste tecniche appartengono ad un passato accademico o agli spettacoli teatrali. Quando la persona si trova in stato d’IPNOSI CLINICA E TERAPEUTICA questa lo comunica attraverso una precisa e sua propria modalità personale. Percepisce che dentro di lei si è aperta una diversa consapevolezza come se venisse a trovarsi davanti ad una nuova dimensione, una maggiore fluidità emotiva, o al dissolversi di blocchi emotivi che sono causa di sofferenza e lo comunica in modo diverso: con emozioni diverse, con postura diversa, con parole diverse.
Certo occorre l’esperienza per poter distinguere i diversi livelli d’IPNOSI raggiunta.

Io penso di non essere ipnotizzabile. Sono certo che non riuscirà ad ipnotizzarmi !!

È la stessa domanda ed osservazione, o forse sfida, che mi sono posto quando frequentavo la Scuola di Specializzazione in Ipnosi: ero così sicuro di non essere ipnotizzato o ipnotizzabile, e quindi di poter resistere all’insegnante o quantomeno gestire con la mia consapevolezza, quando mi accorsi che, mentre la mia parte conscia analizzava e criticava in modo attento e discriminante, la mia parte inconscia stava già manifestando segni di apertura e cambiamento. Mi trovai a vivere un’emozione dell’infanzia con tutta la sua qualità espressiva, i movimenti del corpo si erano modificati nel senso che non rispondevano più ai miei ordini coscienti, ma seguivano le comunicazioni dell’insegnante. Imparai così che non serve a niente resistere, anzi, la resistenza conscia facilita l’ipnotismo. Certamente deve esistere un rapporto di fiducia perché dalla tecnica dell’induzione dell’IPNOSI (ipnotismo) si possa continuare Il percorso terapeutico con l’IPNOSI CLINICA di modo che la persona possa lasciarsi andare per esplorare e curare ciò che giace nel profondo della sua personalità.

Può un ipnoterapeuta indurre il soggetto ipnotizzato ad agire contro la sua volontà nel corso della terapia?

Ciò è possibile se la volontà inconscia dell’ipnotizzato è concordante con la richiesta dell’Ipnoterapeuta altrimenti ciò è impossibile. A questo riguardo riporto sempre come esempio illuminante l’episodio che accadde al grande maestro di Ipnosi Charcot durante una dimostrazione all’università. Egli indusse ad una religiosa lo stato di trance ipnotica e pose sulle sue mani dei carboni ardenti: ella non reagì, nè riportò alcuna lesione nè ustione, ma quando tentarono di alzarle le gonne ella immediatamente uscì dalla trance ipnotica reagendo quindi secondo la sua volontà e la sua personalità profonda.
E così è in ogni situazione.